Potatura viti

La potatura a secco, o invernale, è una pratica di fondamentale importanza per la corretta gestione del vigneto, poiché consente di ottenere l’equilibrio tra l’attività vegetativa e l’attività produttiva della pianta, con ripercussioni dirette sia sulla resa che sulla qualità dell’uva; la potatura invernale si prefigge inoltre lo scopo di assicurare la longevità produttiva della pianta e di controllarne lo sviluppo nello spazio assegnatole, mantenendo la forma di allevamento impostata. L’approccio corretto in potatura invernale mette al centro la salvaguardia della struttura fisica della vite. In primo luogo si dovrà cercare di diminuire il numero delle ferite di potatura. In secondo luogo, evitando di eseguire tagli grossi e potando solo i tralci giovani, si raggiungeranno gli obiettivi di riduzione delle superfici di taglio e di costruzione della canalizzazione continua dei vasi di trasporto. Le ferite di piccole dimensioni, in particolare quelle a carico del legno di uno o due anni, possono essere assorbite dall’accrescimento del legno. Prima di iniziare la potatura è necessario sapere che la vite produce prevalentemente sui tralci dell’anno che si sviluppano dalle gemme presenti sul legno dell’anno precedente; in secondo luogo la vite produce anche sui succhioni (tralci dell’anno originatisi su legno di più di due anni), nonché sulle femminelle (germogli sorti da gemme «pronte», vale a dire gemme che si sviluppano nello stesso anno della loro formazione) inserite sui tralci dell’anno. In generale si può ritenere che una pianta sia in equilibrio quando i germogli arrestano la loro crescita in concomitanza con l’invaiatura senza entrare così in concorrenza con la maturazione del grappolo.

Forme d'allevamento principali

GUYOT
La potatura invernale del Guyot consiste nel mantenere un tralcio per la produzione, detto anche capo a frutto, e uno sperone più in basso per il rinnovo. L’obiettivo del potatore è quello di mantenere la «testa» 15-20 cm sotto il filo, cioè a una distanza utile per agevolare la piegatura del capo a frutto che avra` tra le 8 e le 15 gemme, fino a 20/25 nel caso di Guyot bilaterale. In potatura secca si sceglie il tralcio in posizione utile (circa 25 cm sotto il filo), che verrà piegato avendo l’accortezza di effettuare una piegatura “a chiudere”, cioè piegandolo dalla parte opposta al lato di crescita. La piegatura a chiudere ha l’effetto di ridurre l’acrotonia e ottenere un germogliamento più uniforme.
C:\Users\Admin\Dropbox\ItagRo-servizi\ITAGRO SERVIZI\VARIE\disegno potatura c.s..jpg CORDONE SPERONATO
La forma di allevamento a cordone speronato è costituita da un fusto verticale che si prolunga orizzontalmente, sul quale sono inseriti alla distanza tra i 15 e i 30 cm, i “punti vegetativi” o centri produttivi, dove sono posizionati gli speroni, a 1 o 2 gemme franche, che vengono annualmente rinnovati per la produzione. Il numero dei punti vegetativi varia in funzione del sesto d’impianto e degli obiettivi enologici, aziendali, ambientali e genetici.
POTATURA VERDE
In ogni forma d’allevamento a circa metà primavera è consigliato eseguire la potatura verde che consiste nella selezione dei tralci utili alla produzione dell’anno in corso e di quelli per la potatura invernale dell’anno successivo.

Questo intervento è finalizzato a:
  • indirizzare la produzione dell’anno in corso verso gli obiettivi aziendali (quantità o qualità)
  • preparare i tralci che serviranno per la potatura e produzione dell’anno successivo

La potatura verde porta questi vantaggi:
  • si inducono le piante a sviluppare solo i tralci utili, quelli produttivi e quelli che serviranno per la potatura a secco dell’anno successivo
  • le ferite provocate alle piante in potatura verde sono più facilmente rimarginabili rispetto a quelle fatte nella potatura invernale
  • velocizza e semplifica la potatura invernale







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